Cos’è l’umidità
L’umidità delle costruzioni, abitazioni civili o edifici monumentali, è una caratteristica comune alle diverse zone geografiche.
Le Sacre Scritture, hanno tramandato nei tempi, quanto fosse sentito il problema del risanamento, la Bibbia chiama questo fenomeno come la lebbra delle murature. Sacerdoti benedivano in più sequenze il lavoro di ripristino delle pietre, dei mattoni, e delle malte tonacanti. L’impotenza di comprendere i meccanismi che degradano l’abitazione, era combattuta con esorcismi e riti pagani.
Le varie civiltà che si sono succedute nei tempi, hanno apportato diversi accorgimenti costruttivi per tamponare o prevenire ambienti umidi che con facilità, si trasformano in locali malsani.
Ad oggi non esiste una scala di parametri in cui sia fissato il valore d’ambiente umido, anche se un grosso sforzo legislativo è in essere a livello europeo; spesso l’agibilità dei locali è subordinata ad analisi visive.
Le grosse energie impegnate per il recupero conservativo dell’edilizia monumentale, ha favorito la ricerca scientifica delle cause di degrado che colpiscono le pareti edificate.
Avere una muratura umida, spesso comporta, cattivi odori provenienti da fermentazioni di lieviti e muffe o nei casi migliori, macchie o pulviscoli salini, dannosi per la salute.

Conseguenze dell’umidità
La produzione dei sali di cui sopra, comporta una sottrazione materica con conseguenti friabilità dei substrati interessati. L’inquinamento da acque luride, e sono tante, spesso dà luogo a formazioni ed incubazioni di GRAM POSITIVI e NEGATIVI compreso il rischio di salmonella ed inquinamenti batterici vari. L’acqua di natura ascensionale è favorita dai detergenti, presenti in molti scarichi i quali come già richiamato al capitolo precedente, abbassano l’angolo di bagnatura svolgendo un ruolo di innesco alla risalita dell’umidità.
Gravissimo errore è di tappare le superfici con pannelli barriera o con pitture sigillanti. Ove improvvisati professionisti hanno innalzato o chiuso il livello di diffusione vapore, con le applicazioni di fogli in polistirene, ed altre tecniche hanno caricato nelle murature un contenuto d’acqua così smisurato, che nessun muro da solo non avrebbe mai innalzato. Conseguenza di tale operazione, porta ad un abnorme consumo di calore, la precarietà della tenuta dei leganti idraulici ed il matematico rischio di invadere altre murature che potrebbero rimanere fuori dall’invasione idrica ascensionale.

Come prevenire l’umidità
Un occhio di riguardo va alla finitura degli intonaci, spesso per cercare di contrastare l’assorbimento d’acqua, sono applicate delle pitture quasi sigillanti, che producono un ottimo effetto di cromia, ma prevaricano l’evaporazione dell’acqua interna delle murature. Buona impostazione, del lavoro di finitura, va concentrato per rendere poco assorbente l’intonaco con opportuni accorgimenti già in fase d’opera o per quelli già realizzati, trattarli con saponi metallici o silani e/o oligo-silossani, che garantiscono una riduzione di assorbimento mantenendo quasi inalterato il potere diffusivo, successivamente la pitturazione con sostanze ad alta traspirazione riesce a proteggere molto meglio il nostro paramento. L’accorgimento più semplice per contenere o eliminare questi degradi, è il blocco o la soppressione dell’umidità circolante nei paramenti.



