Umidità nei Materiali

L’umidità nei materiali: possibili cause

  • L’umidità nei materiali, più generalmente nell’involucro edilizio si può manifestare sotto diverse forme:
    • umidità di risalita e/o capillare
    • umidità interstiziale o di contatto
    • umidità da infiltrazioni

Le cause che contribuiscono alla formazione di umidità nei muri e nei materiali sono principalmente le seguenti:

Umidità da Costruzione: Per la realizzazione di un fabbricato normalmente si utilizzano grandi quantità d’acqua insieme ai materiali che compongono i calcestruzzi, le malte, i basamenti, ecc. Inoltre le precipitazioni atmosferiche assorbite dai materiali da costruzione, portano ad un contenuto idrico per un’abitazione di media grandezza, che varia dai 3.000 ai 5.000 litri d’acqua. E’ opportuno ritardare quanto più possibile la posa in opera di finiture quale la pitturazione, carta da parati, rivestimenti, al fine di ottimizzare l’asciugatura del fabbricato. Utilizzare ventilazioni naturali o forzose, aiuta la nostra abitazione a rientrare ad un contenuto d’acqua minimo, che chiameremo equilibrio idrico.


Umidità da Pioggia Battente: L’acqua di caduta atmosferica batte sulle facciate dei fabbricati, penetrando nei materiali (intonaci, mattoni, malte di giunto), che per gravità si insedia nelle fessure e nelle cavità. Questo fenomeno si riscontra principalmente sulle facciate esposte a nord e ad est. Molta cura, ove previste bisogna riservare alle malte tonacanti. La struttura protettiva dell’intonaco, deve essere tale da contenere l’azione dell’acqua, nello stesso tempo deve favorire il rilascio dell’umidità sotto forma di vapore. Grossa importanza andrebbe riservata all’uso del tipo e della quantità di legante idraulico e chimico, destinata alla ricetta delle malte di finitura murale. Malte composte, con uno squilibrio di forze da legante idraulico, producono sul muro micro fessurazioni chiamate cavillature, la cui origine frutto di tensioni da contrazione volumetrica dei cementi, provoca il cosiddetto “effetto pompa”.

L’acqua grazie a fenomeni, che per ragioni di pura esposizione ridurremo a tre, migra dall’esterno della superficie all’interno della muratura:

Imbibizione: è una caratteristica tipica dei materiali, che possiamo esprimere come l’affinità chimica dell’acqua ad invadere grazie al suo basso angolo di bagno le superfici.

Coesione: le gocce d’acqua scaricano sulla muratura, una buona parte di energia potenziale, che trasformandosi, incrementa il contenuto entalpico (livello d’energia), ciò favorisce una micro evaporazione all’interno del sistema. Per effetto di sostituzione della molecola d’acqua evaporata, un’altra molecola liquida, ne sostituisce il livello di volume, innescando così una catena di migrazione esterna interna alla nostra superficie. Questo fenomeno conosciuto come effetto DIXON è spiegato come “coesione dell’acqua”.

Capillarità: è tipica della muratura, dipende dalla struttura coesiva che lega i conci, mattoni, intonaci etc. Secondo la “legge di Jurin”, l’acqua è assorbita e trattenuta nei capillari della muratura.
Per una strana complicazione fisica, questi fenomeni brevemente descritti, entrano in opposizione alla legge della gravità terrestre, contro bilanciando e trattenendo nel muro grosse quantità di massa liquida sospesa. L’avvento degli intonaci cementizi pronti all’uso o composti sul posto con forti quantità di cemento, generano una serie di cavillature sulla superficie ed anche se apparentemente integri e coesi alla muratura, sono delle vere e proprie pompe aspiranti, nello stesso tempo, sono barriere alla degasazione del vapore acqueo.
Rischi similari si possono verificare con pareti protette da mattoni, gres, ed altri tamponamenti poco diffusivi.


Umidità da Spinta Laterale: Il più delle volte è presente a ridosso di terrapieni, o sotto quote rispetto al livello del calpestio esterno. Un tipico caso è rappresentato da scantinati o da murature legate a roccia. L’inserimento di scannafossi o cunicoli areati, sono sufficienti a contrastare l’invasione idrica.


Umidità di Risalita: Rappresenta uno dei più complessi problemi che una muratura possa avere. La stessa parola lascia intendere che si tratta d’acqua che prende “l’ascensore” per salire sui muri, e lo fa con un motore, una buca verticale, un lubrificante e diversi livelli d’uscita. Con l’aiuto della chimico-fisica, proviamo a capire quali fenomeni scientifici, compongono il nostro “ascensore”:

  • Motore
  • Buca verticale
  • Lubrificante
  • Livelli di uscita

Per ulteriori approfondimenti vai alla pagina dedicata l’umidità di risalita


Umidità Interstiziale: Spesso causata da poca ventilazione o da abbassamento del punto di rugiada conseguenza a cattivo isolamento termico. La presenza di manti bituminosi e di barriere anti vapore, genera un lento ma progressivo incremento di umidità nell’ambiente interno. Questa Umidità conosciuta con il nome di condensa o umidità interstiziale, il muro la assorbe raffreddandosi per l’innalzamento del suo equilibrio idrico. Ricordiamo che il punto di rugiada, è la temperatura critica alla quale l’acqua contenuta nell’aria, passa dalla fase gas alla fase liquida. Un semplice accorgimento per contrastare questo fenomeno, sarà quello di curare gli isolamenti termici o aumentare la quantità di calore con più riscaldamento.