
Vetro Solubile: costituito da acidi silicici neutralizzati con sodio o potassio in acqua, sono iniettati nelle murature. Subendo la carbonatazione dell’anidride carbonica, reazione piuttosto lenta, siccome si tratta della diffusione di un gas nella muratura, la trasformazione produce gel di silice e carbonato di sodio o potassio. La silice intasa i capillari ostruendo il passaggio d’acqua. Purtroppo nell’evolvere di pochi mesi, la contrazione volumetrica del gel di silice, favorisce la nascita di capillari a sezione più piccola, conseguenza come la legge di Jurin insegna, la risalita capillare, sarà più forte ed invasiva.
Alchil Siliconato di Sodio o Potassio: questo composito (è un sale), iniettato nella muratura, subisce la reazione di carbonatazione dell’anidride carbonica, trasformando il sale, in resina siliconica e carbonato di sodio o potassio. I sali carbonati, purtroppo, esercitano la loro concentrazione nello stesso punto in cui si ha la resina; con il tempo la loro spiccata capacità ad assorbire l’acqua, possono innescare il risucchio per risalita capillare, facendo da ponte, vanificando l’azione della resina siliconica. Murature trattati negli anni 70-80 con questo procedimento, stanno evidenziando una caduta di tenuta, colpa dell’alta concentrazione di sali igroscopici che il prodotto origina dalla sotto-reazione. Resta discrezione del tecnico valutare il carico salino che s’apporta alla muratura e i rischi potenziali che essi generano nel tempo.
Resine Epossidiche: sono la combinazione d’addotti amminici con resine di provenienza fenolica o bisfenolica che iniettate in pressione nel muro, intasano i capillari ostruendo i passaggi alla risalita dell’acqua. Venendo meno il movimento idrico, cadranno tutte quelle concause portatrici di degrado. Volendo si può asserire che l’iniezioni d’epossidiche coincide con la tecnica del taglio fisico, anche se il taglio non esiste.
Resine Poliuretaniche: sono molecole reattive costituite da un poliolio e un’isocianato, sono iniettate contemporaneamente nella muratura dove reagiscono dando origine ad uno strato di gomma con funzione di sbarramento.
Metil-Metacrilato Monomero bloccato: si presenta sotto forma di gel fluido in acqua, prima dell’iniezione si sblocca la polimerizzazione che formandosi nella muratura, produce una gomma elastica flessibile e duratura. E’ sicuramente la soluzione intasante più pregiata disponibile e purtroppo la meno utilizzata.
Silani e Oligosilossani Modificati: sulle scorte dei risultati chimici ottenuti con l’applicazione dell’alchil siliconato di potassio, sono nate applicazioni di sostanze a piccolissimo volume in grado di reagire con l’umidità della stessa muratura formando nel capillare un rivestimento di resina. Questa reazione avviene senza sviluppo di sottoprodotti dannosi al sistema, la reazione secondaria nella formazione della resina è alcool che evaporerà lasciando il supporto senza azione inquinante. La forza di queste molecole, è esercitata contro la tensione di vapore della soluzione salina formatasi nel muro, impartendo alla superficie del capillare una variazione definitiva all’angolo di bagnatura di conseguenza repulsione all’acqua liquida, bloccando il movimento idrico. La durabilità di questo intervento, venendo meno assesti o variazione strutturali, può considerarsi ultra decennale, è a mio parere presuntuoso e poco tecnico asserire che l’intervento è da considerarsi definitivo, troppe variabili intervengono nel risanare una muratura, sicuramente ci troviamo di fronte ad un altissimo salto qualitativo che la ricerca chimica pone a disposizione per il risanamento delle murature.
I sali sono una conseguenza, sono un sottoprodotto, non sono causa della risalita.
P.S.: In sostanza come ormai mi sono stancato di ripetere, il prodotto magico non esiste… esiste solo un approccio completo alla problematica che prevede una diagnostica iniziale, una diagnosi e infine il protocollo di risanamento.
